Nel giorno del Corpus Domini, il Patriarca Pierbattista Pizzaballa ha sottolineato come l’Eucaristia sia il cuore pulsante della vita cristiana. Attraverso il gesto della benedizione e della distribuzione del pane, Cristo mostra la sua compassione per l’umanità e la volontà di nutrire ogni bisogno. L’Eucaristia è anche un gesto profetico che ci impegna nella condivisione, nel perdono e nella responsabilità verso gli altri. In questo senso, il Patriarca ha evidenziato una delle criticità della Chiesa di oggi: «Uno dei problemi della nostra Chiesa oggi è proprio l’anonimità delle nostre comunità, più simili alla folla che ai gruppi di cinquanta stabiliti da Gesù nel nostro brano. Non ci si conosce, e quindi nemmeno si può condividere la vita. Il vangelo ci invita a dare un volto e un’identità chiara alle nostre comunità, che si costruiranno con la nostra familiarità con Cristo, più che con le nostre attività sociali o pastorali». Da qui l’invito a vivere la Messa non come abitudine, ma come momento di autentico incontro con il Signore, da cui scaturisce la forza per costruire relazioni nuove e vivere con fede ogni situazione.

Durante la celebrazione eucaristica del 29 maggio 2025 a San Valentino di Castellarano, Mons. Camisasca ha ricordato come il martirio non sia solo un fenomeno storico, ma una realtà attuale con migliaia di cristiani perseguitati ogni anno. Ha invitato a non restare insensibili e a vivere con responsabilità missionaria la fede. L’omelia si è soffermata sulla figura di santo Stefano e su quella del Beato Rolando Rivi, sottolineando come entrambe rappresentino un’unione profonda con Cristo attraverso la testimonianza, la contemplazione e il perdono. La frase “Io sono di Gesù” viene indicata come sintesi perfetta del cristianesimo e modello di appartenenza totale al Signore.

Il 21 maggio 2025, in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha tenuto la sua prima udienza generale, riprendendo il ciclo di catechesi giubilari iniziato da Papa Francesco sul tema ‘Gesù Cristo nostra speranza’. Il Pontefice ha centrato la sua meditazione sulla parabola del seminatore (Mt 13,1-17), evidenziando come ogni parola del Vangelo sia un seme che, gettato nel terreno della nostra vita, può portare frutto se accolto con un cuore aperto. Ha sottolineato che Dio opera nella storia attraverso la Sua parola, che feconda e provoca ogni realtà.

Si fa urgente, allora, il compito di mostrare attraverso la Dottrina Sociale della Chiesa che esiste un significato altro, e promettente, dell’espressione “dottrina”, senza il quale anche il dialogo si svuota. I suoi sinonimi possono essere “scienza”, “disciplina”, o “sapere”. Così intesa, ogni dottrina si riconosce frutto di ricerca e quindi di ipotesi, di voci, di avanzamenti e insuccessi, attraverso i quali cerca di trasmettere una conoscenza affidabile, ordinata e sistematica su una determinata questione. In questo modo una dottrina non equivale a un’opinione, ma a un cammino comune, corale e persino multidisciplinare verso la verità.

L’articolo di Gianni Credit, pubblicato su IlSussidiario.net il 14 maggio 2025, analizza la ‘Rerum Novarum’ di Papa Leone XIII come risposta non ideologica alla questione sociale di fine Ottocento. L’enciclica si pose tra due ideologie contrapposte: il positivismo scientista, che giustificava il capitalismo industriale e colonialista, e il marxismo, che promuoveva la dittatura del proletariato. Credit evidenzia come la ‘Rerum Novarum’ abbia gettato le basi per la Dottrina sociale della Chiesa e influenzato l’economia sociale di mercato europea. L’autore critica la decisione dell’Unione Europea di non riconoscere le radici cristiane nella propria Costituzione, interpretandola come un rifiuto dell’eredità della ‘Rerum Novarum’. Infine, l’articolo menziona l’intervento del nuovo Papa Leone XIV sull’intelligenza artificiale, sottolineando la necessità di affrontare le innovazioni tecnologiche mettendo al centro la persona umana.

Il 9 maggio 2025, Papa Leone XIV ha celebrato la sua prima Messa ‘Pro Ecclesia’ nella Cappella Sistina, rivolgendo un’omelia ai cardinali in cui ha sottolineato l’importanza di una fede vissuta con umiltà e dedizione. Ha evidenziato come, anche oggi, la fede cristiana sia spesso considerata irrilevante, preferendo sicurezze mondane come tecnologia e potere. Il Papa ha ammonito contro la riduzione di Gesù a un semplice leader carismatico, definendola una forma di ‘ateismo di fatto’. Ha invitato i presenti a ‘sparire perché rimanga Cristo’, sottolineando la necessità di un servizio ecclesiale che metta al centro Cristo e non sé stessi. Al termine della celebrazione, ha confermato provvisoriamente gli incarichi della Curia, esprimendo il desiderio di prendersi tempo per riflettere e pregare prima di eventuali nomine definitive.