Nel volantino si legge: «La nostra esperienza di fede nasce dall’incontro con un’umanità diversa, capace di guardare la realtà e lo studio con uno sguardo nuovo». È il racconto di come, attraverso momenti di condivisione e un’amicizia genuina, i ragazzi di Gioventù Studentesca di Lugo abbiano iniziato a interrogarsi su ciò che davvero dà senso alla vita. Un passaggio significativo sottolinea che «il cuore di ogni ragazzo desidera la felicità, e solo un incontro vivo può tenere desta questa domanda». Da qui, l’invito a vivere la scuola e i rapporti quotidiani con curiosità e apertura, senza accontentarsi di risposte superficiali.

Nel corso di un incontro a Seveso, studiosi e professionisti di diverse discipline hanno discusso la crisi dell’io nella società attuale e il conseguente disagio psichico, sociale ed educativo. È emerso che il disagio non è solo un problema da risolvere, ma un’opportunità per approfondire la comprensione dell’essenza umana. La crisi può essere vista come un’occasione di crescita, piuttosto che come una fine. Questo approccio ha trovato riscontro tra i partecipanti, sottolineando l’importanza di un dialogo interdisciplinare per affrontare le sfide contemporanee.

“Adolescence” ha il merito di presentare un quadro realistico delle sfide che i giovani affrontano quotidianamente, dallo stress scolastico ai problemi relazionali, fino alla ricerca di un’identità solida in un mondo in continuo cambiamento. Al centro dell’articolo emerge anche il ruolo ambiguo degli adulti, spesso impreparati a comprendere i linguaggi e le esigenze delle nuove generazioni. La miniserie diventa così un’occasione per riflettere sul confronto generazionale, mettendo in evidenza tanto le incomprensioni quanto la possibilità di una rinnovata vicinanza, se si trova il coraggio di ascoltare e mettersi in discussione.

La serie ‘Adolescence’ racconta la storia di Jamie Miller, un tredicenne accusato dell’omicidio di una compagna di scuola. Attraverso quattro episodi girati in un unico piano sequenza, la narrazione esplora le dinamiche familiari, l’influenza delle subculture online come la ‘manosfera’ e il cyberbullismo. La psicologa Sandra Frigerio sottolinea come la rappresentazione di Jamie rifletta le fluttuazioni emotive tipiche dell’adolescenza e l’impatto devastante dei social media sulla psiche dei giovani. La serie evidenzia la fragilità delle relazioni tra genitori e figli e l’importanza di un supporto adeguato per prevenire comportamenti estremi.

In una lettera pubblicata sul sito di Comunione e Liberazione, un insegnante, Mario, condivide la sua esperienza di perdono. Tutto nasce dalla domanda, pronunciata con pudore e chiarezza da uno studente dopo una punizione esemplare. L’episodio diventa un’occasione per riflettere sul significato del perdono nella vita quotidiana e nel rapporto con gli altri e su come l’avventura della conoscenza riparte

Anche se capita molte volte è sempre una novità. Arrivo a scuola con una certa idea, avendo preparato alcune provocazioni, e poi accade un imprevisto che non vuoi bloccare. Sono distratti, hanno in mente altro, è l’ultima ora. A un certo punto, però, nasce la questione: ‘Cosa vuol dire rispettare l’altro? Chi è l’altro per me?’. Il dialogo si fa presto intenso, quasi non si capisce più di essere all’ultima ora. La lezione si avventura nel grande campo del rapporto con gli adulti, e senza girarci troppo attorno, arrivano ad ammettere la decisione di non mettersi in gioco con i grandi perché, secondo loro, non disposti ad andare fino a giovarsi. Un loro, però, faccio notare che si è aperto, invece, rispetto all’anno precedente. La sua risposta mi ha spiazzato: ‘Ma con lei è diverso’. Io, incuriosito, domando: ‘Cosa vedi di diverso?’. E lui: ‘Lei tiene a noi’. Si crea un silenzio strano dove, per un attimo, mi è sembrato di essere il protagonista della scena.

Massimo Granieri e Franco Nembrini discutono del ruolo degli adulti nell’educazione dei giovani, sottolineando l’importanza di guidarli verso l’amore per la verità e il coraggio di vivere secondo i propri desideri più profondi. Utilizzano l’immagine dipinta dall’illustratore Gabriele Dell’Otto nel 2014 come metafora della realtà odierna, evidenziando come, nonostante le difficoltà e le apparenze di una realtà pietrificata, sia possibile trovare luce e vita attraverso un’educazione autentica che incoraggia i giovani a esprimere il loro potenziale.

Secondo Alfredo Torres Blandina, i giovani non sono né peggiori né migliori delle generazioni precedenti, ma semplicemente diversi. Tuttavia, l’eccessiva protezione da parte di genitori e insegnanti impedisce loro di sviluppare fiducia in sé stessi e capacità critiche. Per superare questa ‘bolla di sfiducia’, è fondamentale stimolare la capacità critica dei giovani, invitandoli a fidarsi della propria esperienza e a stabilire connessioni tra le esperienze vissute.

L’educazione affettiva nelle scuole è un aspetto cruciale che contribuisce alla crescita equilibrata degli studenti. La capacità di riconoscere e gestire le emozioni è essenziale per il benessere psicologico. La poesia diventa un mezzo straordinario per esplorare queste emozioni, insegnando agli studenti a entrare in contatto con la propria interiorità e con gli altri, uno strumento di crescita affettiva che innesca un percorso di educazione

Gli adolescenti oggi si trovano ad affrontare una realtà difficile, segnata dalla solitudine e dalla pressione sociale. Nonostante l’apparente prosperità, molti giovani si sentono persi e incompresi, arrivando a sviluppare pensieri di morte. L’isolamento emotivo, unito a una comunicazione sempre più virtuale, contribuisce alla difficoltà di gestire le emozioni e la propria identità. L’articolo affronta anche il ruolo delle istituzioni educative e delle famiglie nel cercare di essere “comunità critiche, capaci di dare ai ragazzi criteri di valutazione delle esperienze che vivono, (…) comunità adulte, che non vuol dire perfette, ma in grado di sostenere le fragilità dei giovani”