Nella prefazione al libro ‘Nell’attesa di un nuovo inizio. Riflessioni sulla vecchiaia’ del cardinale Angelo Scola, Papa Francesco offre una meditazione profonda sulla vecchiaia e sulla morte. Egli sottolinea come la vecchiaia, se vissuta come una grazia e non con risentimento, possa diventare un’età feconda, ricca di esperienza, saggezza e discernimento. Francesco elogia il coraggio di Scola nell’affrontare la vecchiaia con sincerità, definendosi ‘vecchio’ senza timore, e invita a restituire fierezza a questo termine spesso considerato negativamente. Inoltre, il Papa riflette sul ruolo fondamentale dei nonni nella società, come portatori di memoria e valori duraturi. Infine, affronta il tema della morte non come fine, ma come l’inizio di qualcosa di nuovo: la vita eterna, che chi ama già sperimenta sulla terra nelle occupazioni quotidiane.

Federico Pichetto, nell’editoriale ‘Aprile, il crollo delle illusioni’, cita T.S. Eliot definendo aprile ‘il più crudele di tutti i mesi’. Con il disgelo, molte certezze si dissolvono, lasciando l’uomo di fronte a nuove realtà spesso scomode. Pichetto sottolinea come l’essere umano tenda a rifuggire il cambiamento, preferendo aggrapparsi a sicurezze ormai obsolete. Analizza inoltre le turbolenze attuali: dalla transizione presidenziale negli Stati Uniti, alle condizioni di salute del Papa, fino alle guerre interminabili e alla crisi d’identità dell’Unione Europea. Queste macro-tensioni si riflettono nella vita quotidiana, dove conflitti e divisioni minano le relazioni personali e comunitarie. L’autore invita a costruire spazi di accoglienza e collaborazione, piuttosto che alimentare scontri e solitudini. Conclude che, nonostante le difficoltà, aprile rappresenta un’opportunità per abbracciare il nuovo e affrontare le sfide con consapevolezza.

Il Cardinale José Tolentino de Mendonça riflette sulla figura di Dante Alighieri, evidenziando come la sua opera rappresenti un viaggio di speranza e redenzione. Sottolinea l’attualità del messaggio dantesco, capace di parlare al cuore dell’uomo moderno e di offrire una prospettiva di luce nelle difficoltà dell’esistenza.

Il Centro Culturale di Milano celebra il centenario della nascita di Flannery O’Connor con una rassegna dedicata alla sua opera. L’iniziativa mira a evidenziare come la ‘buona narrativa’ di O’Connor continui a svelare all’uomo il senso ultimo della vita, affrontando temi universali attraverso storie intense e personaggi complessi. La rassegna include incontri, letture e dibattiti con esperti e appassionati della scrittrice americana, offrendo un’occasione per approfondire la sua eredità letteraria e la sua capacità di affrontare il mistero dell’esistenza umana.

Nel suo articolo, Massimo Onofri analizza ‘La ragazza di Savannah’ di Romana Petri, una biografia romanzata che offre un ritratto intenso di Flannery O’Connor, nata il 25 marzo 1925 a Savannah e scomparsa prematuramente a 39 anni a causa del lupus. Onofri evidenzia come Petri riesca a intrecciare scrupolo storico e invenzione narrativa, restituendo la complessità della scrittrice americana. Viene sottolineata la profonda fede cattolica di O’Connor, che considerava la giustizia divina come fondamento della sua credenza. Inoltre, l’articolo mette in luce aspetti peculiari della personalità di O’Connor, come la sua passione per i pavoni e il rapporto intenso con il padre, Edward O’Connor, che nutriva grande orgoglio per l’intelligenza e l’arguzia della figlia.

In questo episodio del podcast ‘Giovani resistenti’, prodotto dalla Fondazione De Gasperi, viene raccontata la storia di Giorgio Morelli, noto come il ‘Solitario’. Attraverso testimonianze e approfondimenti storici, viene tracciato il suo percorso di giovane cattolico impegnato nella resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. L’episodio esplora il suo contributo alla lotta partigiana, il suo impegno per la libertà e il suo sacrificio, mettendo in luce la dimensione morale e politica della sua scelta.

In un’intervista, il cardinale Pizzaballa descrive la Sindone come un’icona che introduce al mistero della Risurrezione, un evento che umanamente non si comprende e che nei Vangeli non è descritto, ma testimoniato attraverso l’incontro con il Risorto e i segni come il sepolcro vuoto e i teli. Egli sottolinea come la fede cristiana sia un’esperienza mistica che coinvolge i sensi, e la Sindone funge da strumento per toccare e vedere, facilitando l’incontro con Cristo. Inoltre, Pizzaballa distingue la Sindone dalle immagini effimere dei media moderni, evidenziando la sua profondità storica e il suo ruolo nel collegare i fedeli a un evento fondamentale per la fede cristiana.

Dopo trentuno giorni di assenza, una foto di Papa Francesco è stata diffusa, mostrandolo di spalle nella cappella del suo appartamento al Policlinico Gemelli. L’immagine, sebbene non mostri il volto del Pontefice, è ricca di dettagli: l’altare con candele accese, il Messale chiuso, fiori vicino alla mensa, la stola viola quaresimale, il tabernacolo sullo sfondo, la Via Crucis alle pareti, un quadro del Sacro Cuore e un Crocifisso in posizione di abbraccio verso il Papa. Questa scelta fotografica sembra voler comunicare più di quanto sia immediatamente visibile.

L’articolo di Davide Rondoni, pubblicato su Tempi il 14 marzo 2025, analizza il fenomeno del ‘paracristianesimo’, una corrente culturale che enfatizza i valori cristiani come la fratellanza, il perdono e la gratuità, ma senza fare riferimento a Cristo. Rondoni accusa filosofi, intellettuali e persino membri del clero di promuovere un cristianesimo annacquato e privo del suo fondamento religioso. L’autore cita Baudelaire, Eliot e Péguy per evidenziare come questa tendenza non sia nuova, ma oggi sia diventata pervasiva e istituzionalizzata. Critica inoltre figure come Massimo Cacciari e Umberto Galimberti per il loro approccio filosofico che esalta l’armonia e la fratellanza universale, ma omette Cristo come centro della fede. Rondoni conclude denunciando che questa tendenza, pur ben intenzionata, contribuisce all’eliminazione di Cristo dalla storia, trasformando la religione in un discorso astratto e moralistico.

Nel contesto del Giubileo degli Artisti e della Cultura, il 17 febbraio 2025 si è svolto in Vaticano l’incontro ‘Artisans of Hope’, organizzato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Circa quaranta delegati provenienti da università, diocesi e congregazioni religiose di vari continenti hanno partecipato alla discussione. L’evento ha messo in luce diverse iniziative culturali, tra cui la ‘notte delle chiese aperte’ in Ungheria e l’allestimento di un padiglione d’arte contemporanea. Intervista a Letizia Paoli Bardazzi: “Onorata per questo invito da parte del Dicastero”, si dice Letizia Paoli Bardazzi, presidente dell’Aic (Associazione Italiana dei Centri culturali), un ente nato dal carisma di Comunione e Liberazione. “Raccogliamo nel portale della nostra Associazione più di mille eventi in un anno”, aggiunge. “Oggi sappiamo cogliere con più precisione il malessere della società e intervenire con un giudizio cristiano più chiaro su cosa la fede offre per interpretarlo. C’è una ripresa del gusto del giudizio”, spiega.