Centro Culturale Blaise Pascal

Libano, la famiglia cristiana rimasta nel suo villaggio nonostante bombe e paura

22 marzo 2026Fonte: Vatican News
di Federico Piana

Il contenuto racconta la storia di Mario Abou Khalil, sua moglie Reine Karam e i loro cinque figli, che hanno scelto di rimanere nel villaggio di Ankoun, a pochi chilometri da Sidone, nel sud del Libano, nonostante i continui bombardamenti israeliani. La loro è l'ultima famiglia cristiana rimasta nella zona, mentre migliaia di persone hanno abbandonato le proprie case per sfuggire al conflitto.

La famiglia Abou Khalil vive una quotidianità segnata dalla paura e dal rumore delle esplosioni. Mario racconta ai media vaticani che "il rumore dei bombardamenti è diventato parte della nostra vita quotidiana. Cerchiamo di proteggerci il più possibile ma il peso psicologico è grande, specialmente per i bambini". Nonostante le difficoltà, i figli continuano la scuola online, un piccolo segno di speranza.

Le condizioni di vita sono estremamente difficili: Mario, insegnante di educazione fisica, è costretto a raggiungere Beirut tre volte a settimana per lavorare, affrontando viaggi pericolosi e costi elevati. La famiglia teme l'interruzione delle forniture essenziali e un ulteriore aumento del costo della vita.

La fede gioca un ruolo centrale nella loro resistenza. Membri del Cammino Neocatecumenale, si riuniscono per recitare il Rosario e le Lodi ogni volta che sentono cadere le bombe. Mario sottolinea che "questo momento riflette la nostra realtà: paura e pericolo da un lato, fede e speranza dall'altro". Partecipano attivamente alla vita parrocchiale e aiutano a distribuire pasti alle famiglie sfollate.

Mario esprime una profonda preoccupazione per il futuro dei cristiani nella regione. Teme che la guerra stia innescando un cambiamento demografico che potrebbe portare alla scomparsa delle comunità cristiane. Per questo, lancia un appello: "chiediamo alla Santa Sede di inviare un rappresentante per aiutare a garantire la nostra presenza. E alla comunità internazionale lanciamo un appello: non dimenticateci!".