Da Sinner all'AI, perché scansiamo la fatica di essere buoni
2 giugno 2026Fonte: Il Sussidiario
C’è una strana malattia che aleggia nei cuori di questa generazione di occidentali che ha smarrito l’oggettività del bene: pretendere di essere buoni in virtù delle cose buone che si sostengono. Una bontà, tuttavia, che non dipende da un’oggettività, bensì da una buona reputazione. Finché Sinner vince, applaudirlo pubblicamente fa sentire dalla parte giusta. Ma, se lui perde, chi lo segue che cosa diventa?
Articolo di
Federico Pichetto → vedi tutti gli articoli
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